Per la Sughereta di Pomezia siamo al secondo appuntamento di “Cose mai viste” il Calendario di appuntamenti che l’Ente Parco Castelli Romani appronta per la conoscenza e la valorizzazione del territorio che è sotto la sua competenza amministrativa.
Anche la Riserva Naturale Regionale della Sughereta di Pomezia fa parte di questo patrimonio naturale ed tante associazioni hanno risposto all’appello che la Direzione dell’Ente Parco ha rivolto a tutti gli organismi interessati.
Ben 4 organizzazioni hanno previsto eventi visionabili sull’opuscolo pubblicato sul sito dell’Ente Parco (scarica) e la nostra associazione ha contribuito con il progetto I SEGRETI DEL BOSCO E LE SENSAZIONI PERDUTE.
L’attività si struttura in due itinerari che si svolgono nella stessa giornata, all’interno della Riserva. Durante il primo itinerario verranno sottolineati i valori botanici e zoologici della Riserva; illustrati i cicli naturali dell’acqua, dell’azoto e della sostanza organica in genere. Si evidenzierà l’importanza del suolo. Con il secondo itinerario i visitatori effettueranno un percorso ideale di ascolto, di comprensione e di connessione con il bosco ed i suoi elementi naturali, valorizzando le relazioni fra ecosistema e presenza umana.
Ci si incontrerà alle 9:45 per 3 ore circa ed è prevista una quota simbolica di partecipazione del valore di 2 euro. Per i bambini è completamente gratuito.
E’ obbligatoria la prenotazione un po’ di giorni prima dell’evento preferibilmente via sms o Whatsapp al numero 3295812170 o scrivendo una e-mail a segretario@associazionecpps.it
Consigliabile un abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica, cappellino, borraccia, merenda. Colazione al sacco.
La teoria sulla riduzione dei rifiuti può trovare una sua realizzazione nella buona pratica della raccolta differenziata dei tappi di plastica. I tappi che troviamo sulle bottiglie delle bevande, dei detersivi, dei liquidi in genere sono di due plastiche particolari HDPE – High-Density PolyEthylene (Polietilene ad alta densità) oppure PP – PoliPropilene. Onde evitare un aggravio nella lavorazione delle plastiche per la loro separazione, un’ottima pratica è quella di conferire i tappi separatamente dagli involucri che ne sono corredati per poi essere riciclati direttamente.
Un ruolo fondamentale nello sforzo di una ulteriore differenziazione delle plastiche lo svolgono le associazioni di volontariato che si propongono come recettori di questa raccolta ulteriormente differenziata per poi conferirla in centri specializzati. Perché le associazioni di volontariato fanno questo lavoro? Beh, oltre all’amore per la Natura così che i tappi non vengano dispersi nell’ambiente o peggio vadano a finire in una discarica, fanno questo lavoro per trarne dei benefici economici finalizzati alle loro attività di volontariato e beneficenza. E’ il caso sul nostro territorio dell’Associazione Cuore d’Africa Onlus che attraverso la raccolta differenziata dei tappi finanzia una parte del progetto “Green Garden” con il quale forniscono le risorse necessaria alla autogestione del “Villaggio della Speranza – casa dei bambini” che loro hanno iniziato a costruire dal 2009 nei pressi di Machakos in Kenia. Cosa possiamo fare noi?
Raccogliere i tappi che troviamo sulle confezioni e quando ne abbiamo una quantità rilevante, una busta, un bustone, una scatola piena la portiamo da loro. Così aiutiamo anche noi a raggiungere l’autosufficienza ad un nucleo di abitanti della dimenticata Africa.
I contatti:
La sede dell’associazione è in via Cesena 15 a Pomezia presso l’Agriturismo Tonelli “Cà Tunel”; qui trovate la Segretaria Pamela Tonelli, ed il suo telefono è 339.3616593. Il Presidente Fabio Caroli è in via Catullo 22 (presso la Pizzeria Caroli), ed il suo telefono è 393.2286769.Segnalate ai nostri contatti del sito casi di necessità di ritiro a provvederemo ad aiutarvi.
Relatori: Dott.ssa Barbara Barone filosofa Dott. Gianluca Ciampi agronomo e ambientalista
Saranno affrontati argomenti di riflessione e ricerca di Filosofia della Natura con particolare riferimento alla nuova, seppur antica, visione sistemica della dell’esistenza. Attraverso gli studi del fisico e ambientalista F. Capra in merito alla natura e alla finalità dei sistemi viventi, del filosofo e sociologo francese E. Morin che tratta dell’interrelazione e della complessità della vita vista nella sua natura olistica, fisica, mentale e spirituale, di G. Bateson sul rapporto tra Mente e Natura e di Maturana e Varela che hanno riproposto l’idea di autopoiesi del vivente, verranno proposte nuove attitudini e nuove modalità di pensiero e azione rispetto alla nostra vita e all’ecosistema in cui viviamo e con cui continuamente interagiamo.
Per collegarsi alla videoconferenza collegarsi con piattaforma ZOOM al seguente indirizzo:
L’Associazione CPPS suggerisce al Comune di Pomezia sostanziali modifiche all’attuale Regolamento per costituire le consulte cittadine come vero mezzo di partecipazione democratica.
L’Amministrazione comunale di Pomezia, circa sei anni fa, ha tentato di costituire le consulte cittadine ma il tentativo è clamorosamente fallito. Il 22 dicembre 2020, la stessa Amministrazione presenta una bozza di nuovo Regolamento delle consulte riproponendo tuttavia la stessa impostazione generale. Contrariamente a quanto stabilito dal medesimo Statuto dell’Ente, la nuova bozza prevede un’unica consulta all’interno della quale confluiscono le varie associazioni facenti capo ciascuna a cinque aree tematiche:
culturali;
sociali, assistenziali, formative ed educative;
sportive;
tutela ambientale e degli animali, protezione civile;
ricreative e cura beni pubblici.
La medesima bozza di Regolamento prevede che le varie associazioni, attraverso un processo di intesa e coordinamento tra loro, possano poi formulare al Comune, per il tramite di un “Comitato di Coordinamento”, le proprie proposte od osservazioni. La difficoltà che scaturisce da questa impostazione è proprio quella di trovare un’intesa ed un coordinamento fra temi molto disomogenei tra loro come, ad esempio, l’assistenza domiciliare per le persone anziane e le esigenze del mondo dello sport o di quello ambientalista. La conseguenza è il blocco completo di ogni attività partecipativa ed il risultato non può che essere assolutamente negativo poiché nessuna problematica della comunità potrà trovare adeguato spazio di progettualità e collaborazione con l’Ente pubblico. In ogni caso, verrebbe quindi meno il fondamentale principio dell’ effettiva partecipazione democratica ai procedimenti politici ed amministrativi del Comune. Allo scopo di ovviare a questi gravi inconvenienti e al rischio concreto di far fallire ancora, come è successo fino ad oggi, il decollo delle consulte, la nostra Associazione propone precisi e concreti emendamenti che sono stati già presentati formalmente e che qui di seguito vengono riportati.
In queste due conferenze saranno affrontati argomenti di riflessione e ricerca di Filosofia della Natura con particolare riferimento alla nuova, seppur antica, visione sistemica della dell’esistenza. Saranno oggetto di approfondimento gli studi: – del fisico e ambientalista F. Capra in merito alla natura e alla finalità dei sistemi viventi; – del filosofo e sociologo francese E. Morin che tratta dell’interrelazione e della complessità della vita vista nella sua natura olistica, fisica, mentale e spirituale; – di G. Bateson sul rapporto tra Mente e Natura; e – di Maturana e Varela che hanno riproposto l’idea di autopoiesi del vivente. Verranno proposte nuove attitudini e nuove modalità di pensiero e azione rispetto alla nostra vita e all’ecosistema in cui viviamo e con cui continuamente interagiamo.
Basta cliccare o copiare e incollare questa stringa nella barra degli indirizzi di google, dando invio Sarete indirizzati direttamente alla sessione di video conferenza senza bisogno di installare alcun programma sul vostro pc o dispositivo.
Relatori:
Barbara Barone filosofa
Gianluca Ciampi agronomo e ambientalista
Primo incontro: Domenica24Gennaioore 11:00 – 13:00
Secondo incontro: Domenica21Febbraioore11:00-13:00
Care amiche, cari amici, siamo già a Natale e tra qualche giorno terminerà finalmente anche quest’anno molto difficile. Nonostante tutti i problemi e le limitazioni dovute alla pandemia, la nostra Associazione e il nostro Direttivo hanno comunque continuato a lavorare. Grazie all’impegno di tutti noi siamo stati in grado di svolgere i compiti ordinari e di dedicarci anche all’elaborazione di nuove proposte e progetti approvati dalla nostra assemblea svoltasi il 18 luglio di quest’anno. Il tentativo di creare un coordinamento delle associazioni ambientaliste locali non è decollato come era stato immaginato ma qualche passo avanti è stato compiuto aderendo a gruppi già esistenti. Su questa linea credo che si possa ancora fare molto. Intanto, abbiamo aderito al Polo del Mare e ad un’altra rete di associazioni promossa da “Laudato sì”. Il progetto sull’accessibilità ampliata della Sughereta è a buon punto avendo già individuato un percorso adatto – salvo piccoli interventi – alla maggior parte delle persone affette da limitazioni alla deambulazione. Per ovvi motivi non è possibile al momento fare un convegno in cui coinvolgere i giovani delle scuole, pertanto si è pensato di realizzare, in alternativa, un progetto denominato “Storia e memorie della Sughereta” che punta a raccogliere, sempre attraverso i giovani, aneddoti, foto, esperienze che riguardano la Sughereta relativi al passato e al presente, tutto materiale che poi verrà compendiato in una raccolta stampata. Un rapporto di collaborazione è iniziato con il Rotary Club di Pomezia per la realizzazione di un filmato sulla Sughereta e con la Lipu per progetti relativi all’educazione ambientale, al bird watching e ad un censimento sugli uccelli caratteristici della Sughereta. E’ stato dato il nostro contributo al recente incontro con le associazioni locali promosso dal Comune di Pomezia in ordine alla modifica del Regolamento comunale della Consulta delle Associazioni. Nonostante lo spirito di collaborazione mostrato dall’Amministrazione, riteniamo che vi siano poche possibilità di creare, in modo corretto ed efficace anche a Pomezia, le consulte tematiche. Relativamente alla gestione della Casa del Parco e alla ripresa delle attività all’interno della Sughereta, ci siamo attivati anche a livello politico con l’unico risultato, finora, di aver promosso un incontro con l’Ente Parco Castelli Romani ed altre associazioni. Nessun seguito a questo incontro possiamo registrare alla data odierna. Nessun provvedimento è stato fatto dal Comune e dall’Ente per regolamentare gli accessi alla Riserva né tanto meno per installare un’idonea cartellonistica che informi i frequentatori delle norme di legge da rispettare all’interno dell’area protetta. Ci auguriamo che il 2021 possa essere foriero di tempi migliori e soprattutto di risultati più concreti e completi di quelli che non siano stati realizzati nell’anno che si sta concludendo. Molto dipenderà anche da noi. Nel frattempo auguro a tutti voi di trascorrere con serenità le prossime feste natalizie e di iniziare il 2021 con l’augurio che possa rappresentare anche l’inizio di una svolta per le nostre aspettative personali e per i nostri progetti. Un caro saluto a tutti voi
E’ in corso una raccolta di firme ad opera di “Iniziativa dei Cittadini Europei” un libero contesto in seno alla Unione Europea utilizzabile da tutti i Cittadini Europei. In questo caso la raccolta firme chiede di imporre un costo, un prezzo, per chi produce biossido di carbonio, la CO2, nell’ambito delle proprie attività. Il tema è alquanto complesso e coinvolge le attività produttive e i bilanci statali. Energie Rinnovabili, Rinnovo Edilizio e Comportamenti Virtuosi sui Consumi sono le parole d’ordine degli stati che compongono la Comunità Europea. La più volte richiamata transazione sostenibile prevede una graduale trasformazione delle attività più inquinanti verso un utilizzo di energie rinnovabili e prevede investimenti importanti per il cambio di rotta delle scelte pubbliche e private. Con la raccolta di firme si opera una pressione sui decisori suggerendo anche un strumento, il prezzo da imporre agli inquinatori, per bilanciare da subito i fondi necessari al cambiamento. Seguite il seguente link per firmare stopglobalwarming.eu
Esiste una crisi energetica? Questa domanda può avere risposte individuali e risposte collettive in relazione della percezione che singoli o comunità hanno nel soddisfacimento di propri bisogni. In parte viene negata nelle società così dette opulente (benestanti) ma la riduzione dell’approvvigionamento dei beni e delle materie ripropone il quesito iniziale: Esiste una crisi energetica? Studiosi illuminati (Rob Hopkins) hanno formulato delle teorie basate sui parametri primari: materie prime (King Hubbert) e riscaldamento globale. Ebbene questi studi indicano un calo di disponibilità energetiche a fronte di un peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni di qualsiasi estrazione sociale o economica esse siano.
Vi sono comunità che non si sono fermate alla mera costatazione frustrante del peggioramento della situazione ed hanno costruito un sistema in grado di ridurre fortemente l’impatto della loro presenza sulla Terra e in grado di migliorare la loro condizione generale di vita: la città di transizione.
Si parla di transizione energetica che coinvolge non solo l’approvvigionamento di acqua, luce, gas, ma dei prodotti agro alimentari e dei servizi alla persona e alla comunità.
Resistenza e reazione alle avversità (resilienza) , riappropriazione delle proprie risorse (rilocalizzazione), soluzioni ai propri bisogni con le risorse disponibili (sviluppo rigenerativo) sono le linee che seguono le comunità di transazione.
Per illustrare gli elementi fondamentali di questo sistema, l’Associazione Aetas Aurea, sabato 10 ottobre 2020 ha organizzato una interessante conversazione con la Dott.ssa Fiorina Antonini, dell’Associazione Città Giardino di Pomezia, presso l’area antistante la Casa del Parco nella Riserva Naturale della Sughereta di Pomezia.
Qui i partecipanti hanno potuto chiedere informazioni alla Antonini che ha testimoniato i benefici che ha potuto vedere ed apprendere dalla sua recente visita nella culla della transizione la città di Totnes nella contea britannica di Devon, città natale di Rob Hopkins. E’ prima vera grande comunità che dalla adozione del sistema TTT (Transition Town Totnes) ha avuto uno sviluppo demografico da circa 8.000 alle alle attuali 12.000 dovuto alla migliore qualità della vita generata.
“Transition Town Totnes è stata costituita nel settembre 2006 come ente di beneficenza registrato. Siamo un’organizzazione globale dinamica composta da diversi gruppi tematici tra cui cibo, edilizia e alloggi, affari ed economia locale, e con molti progetti locali che hanno origine da questi temi. Transition Town Totnes è auto-organizzata, principalmente gestita da volontari e guidata dalla comunità. I progetti sono sviluppati da membri interessati della comunità che si uniscono per realizzarli, con il supporto per la comunicazione, la rappresentanza strategica e la raccolta di fondi dall’ufficio TTT.” (ndr traduzione dal sito. Seleziona l’immagine)
sito della comunità
Questo sistema ha generato nel mondo un movimento, il Transition Network, che applica i principi fondamentali della sostenibilità. In Italia viene ben applicato da Transition Italia che esprime i concetti chiave in questo manifesto e da molti anni dal Movimento per la Decrescita Felice MdF di Roma e MdF di Milano (leggi anche l’intervista a Richard Heidberg sulla disponibilità delle risorse).
Infine un aspetto importante in Italia è l’approvazione del cosiddetto Super bonus 100% previsto dal Decreto Rilancio illustrato qui (seleziona l’immagine)
Sito dell’Agenzia delle Entrate
La dott.ssa Antonini ha promesso un approfondimento in un prossimo appuntamento.
La presenza di più nidi di tartaruga nel Lazio, ha polarizzato l’attenzione di migliaia di cittadini sulla biodiversità, definizione che racchiude la diversità della vita sul nostro pianeta … quindi anche l’uomo.
Crediamo sia giunto il momento di rendersene conto.
Le tartarughe, mamme di questi esserini, hanno innescato una macchina organizzativa unica nel suo genere, seconda solo alla Protezione Civile. TartaLazio, la rete regionale per la conservazione della Tartaruga marina, che si compone di Enti, Strutture e Associazioni competenti per la tutela delle tartarughe, è stata in grado anche questa volta di animare tanti volontari a tutela dei nidi.
Torvajanica (RM), Fondi (LT) , Cerveteri (RM) , S. Severa (RM), Ventotene (LT) sono le aree interessate alle deposizioni.
Facciamo una veloce panoramica sui risultati di questa stagione di nidificazione del tutto eccezionale per il Lazio, che con bene 5 nidi ha raggiunto, al momento, il suo primato in fatto di numerosità di nidificazioni. Torvajanica (RM), la prima area interessata da un nido e controllata dai volontari, purtroppo ci ha riservato una brutta sorpresa: probabilmente la femmina che ha deposto, aveva dei problemi di fertilità, pertanto il nido non è andato a buon fine. Grande il rammarico per tutti i volontari e i tanti cittadini, in particolare bambini, che si erano alternati nei dintorni del nido. Resta comunque per tutta la popolazione locale un momento unico e che ha portato bellezza e condivisione.
La rampa di lancio predisposta a Torvajanica (RM)
Circa una settimana dopo è stato il turno del nido di Fondi (LT) con più di 80 esemplari, 83 per l’esattezza. La spiaggia di Fondi (LT) ha ripagato dei tanti momenti di apprensione trascorsi tra i volontari e i vari curiosi onnipresenti. L’evento è stato documentato dall’Associazione Sea Shepherd Italia (partner di TartaLazio) che grazie ai suoi volontari esperti ha dato la possibilità di seguire la nascita anche in diretta visibile sul loro canale Youtube: FONDI la prima notteFONDI la seconda notte E ancora un video dal progetto Netlink che ha proposto la diretta da Fondi (LT) visibile qui ( a partire da hh:mm:ss del filmato 6:10:00)
Uno dei primi tartarughini nati a Fondi (LT)
A Ventotene (LT), località Cala Nave, la schiusa è avvenuta in maniera naturale nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre, quando un numero non precisato di neonati ha raggiunto il mare prima che venisse attivato il presidio h24.
Ventotene (LT), vista dall’altro e particolare delle orme dell’uscita dal nido
L’ultima schiusa riguarda il nido di Cerveteri (RM) che, nonostante sia stato traslocato ed abbia subito un allagamento, nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25, ha visto uscire un totale di 68 tartarughini che, in barba a tutte le previsioni, hanno deciso di lasciare i loro gusci e avventurarsi in un mare con onde di 4 metri.
Resta il nido di S. Severa (RM), a cui mandiamo i nostri migliori auguri nonostante ne abbia viste molte tra predazione, mareggiate e traslocazione.
E’ stata complessivamente una grande esperienza che ha evidenziato e accresciuto le competenze di Tartalazio e la capacità di coordinare gli interventi su più aree nidificate contemporaneamente. Ha altresì dato la possibilità ai volontari dell’Associazione CPPS – Comunità Pontina Parchi e Sistemi naturali di divere una nuova esperienza di volontariato legato ai Sistemi marini.
La Natura non smette mai di meravigliarci.
Queste meraviglie della Natura ci lasciano, però, con una riflessione sui cambiamenti climatici che con il riscaldamento del mare Tirreno fanno risalire tartarughe e tante altre specie di flora e fauna verso le coste del centro Italia. (Vedi rilevazioni di Greenpeace sui cambiamenti climatici)