Camminata verso la Sughereta, per scongiurare lo scempio!

Qui il modulo per raccogliere le firme della Petizione Popolare per ritirare la delibera che vuole la strada (scarica Qui)

Questa camminata ci aiuta ad avvicinarci un po’ nella nostra preziosa Riserva Naturale della Sughereta di Pomezia.

Cosa vediamo intorno a noi? Dove ci troviamo? In un bosco o in una foresta? Qual è la differenza? Il bosco è fatto da un terreno coperto da alberi prevalentemente d’alto fusto, arbusti ed erbe, le cui crescite sono solitamente controllate dall’uomo. Invece, la foresta è una superficie di terreno coperta soprattutto da alberi d’alto fusto che crescono spontaneamente, la cui crescita non è controllata dall’uomo. Qui ci troviamo infatti in un bosco misto di querce ed in particolare la protagonista di questa Riserva è la Quercus suber, detta da tutti la sughera, infatti, pensate che oggi la Sughereta di Pomezia è uno dei pochissimi esempi rimasti di questo habitat.

 In passato, è riuscita a sopravvivere all’agricoltura, alla pastorizia e allo sviluppo della città di Pomezia, dopo la bonifica, fino allo sviluppo attuale. Ovviamente, qui dove ci troviamo, non abbiamo solo ed esclusivamente la sughera, ma anche tantissime altre specie che vivono e creano questa bellissima casa! Pensate che tanto tempo fa questo tipo di habitat si estendeva per molti km, poi con l’aumento della popolazione di Roma e soprattutto dopo la bonifica, i terreni sono stati destinati a famiglie di Coloni, provenienti dall’estero e da altre parti del nord d’Italia, dando il via allo sviluppo dell’agricoltura. Dopo gli anni sessanta è iniziata, con la Cassa del Mezzogiorno, l’industrializzazione del territorio che ha attirato l’immigrazione di migliaia di persone provenienti da quasi tutte le regioni del centro e sud d’Italia. Così, ora ci troviamo trasformazioni del paesaggio naturale in quello più antropizzato dove si alternano città, industrie, campi agricoli e il bosco.

Ora, percorrendo i sentieri, possiamo notare le siepi vicino a noi come sono fatte? e che differenze notiamo? Se diamo uno sguardo più lontano vediamo che gli alberi sono più fitti, mentre avanzando ci sono anche delle piazzole di prati. Dando uno sguardo più attento quindi notiamo che in uno stesso ambiente ci sono “ambienti” diversi, ad esempio c’è una zona con tanti alberi, la zona con molti cespugli e una zona con prevalentemente prato. Non solo la vegetazione cambia, ma anche i tipi di animali che ci vivono cambiano. Immaginiamo un mosaico di un gruppo di case con ognuno una caratteristica comune tra loro, ma diversa tra gli altri gruppi di case. In base al modo in cui vivono con le loro abitudini, troviamo persone con caratteristiche diverse, così troviamo qui animali con abitudini, alimentazioni e caratteri diversi tra loro. Secondo voi questi abitanti così diversi del sughero vanno d’accordo o litigano per le loro differenze? Ebbene, nonostante noi umani combattiamo a causa delle nostre differenze, gli animali non solo di qui ma di tutto il mondo, riescono a trovare un equilibrio ed un’armonia vivendo insieme. Tutto questo è possibile perchè tra un’ ambiente e l’altro non c’è una netta distinzione come un confine o recinzione che li delimita, infatti non è evidente il cambiamento ma dobbiamo farci particolare attenzione. Esiste una zona di transizione che collega due ecosistemi diversi, adottando così la convivenza di tante diverse specie. Stiamo parlando dell’ ECOTONO. In questo punto, esistono specie particolari ed un altissimo grado di biodiversità. Queste sue peculiarità rendono l’ecotono indispensabile poiché proprio attraverso queste strutture avviene il collegamento fra ambienti molto diversi tra loro (boschi-prati, laghi-foreste, acque dolci-acque salate).

Pensate che anche noi stessi abbiamo intrecciato una relazione e contatto con qualcuno, con la natura ovviamente e che possiamo avere armonia e benessere con lei rispettandola nella sua diversità e magari farci anche amicizia. Secondo voi quindi è possibile? L’ambiente naturale è in continuo mutamento, è un flusso che scorre sempre anche se non ce ne accorgiamo. Se noi umani interrompessimo questo flusso costruendoci una strada che divide nettamente questa delicata e allo stesso tempo equilibrata rete, tutto questo si spezzerebbe. Non avendo più queste importantissime zone di transizione, non ci sarebbe più una biodiversità tale da far sopravvivere l’intera riserva. Senza biodiversità, la natura si sente fragile ed indifesa, attaccabile da qualsiasi evento e non avrebbe le energie e ne altrettanti strumenti per potersi difendere. Di conseguenza, basterebbe un soffio per esser totalmente distrutta.

UNA STRADA!

Il ciclo della vita non si ferma mai, qui tutto nasce cresce si riproduce, muore e si riusa e diventa di nuovo vita. Tutto ciò che muore di origine naturale serve come energia per altri microrganismi che servono a loro volta per altri esseri viventi e così via. Un ciclo con un equilibrio importantissimo che porta alla luce tutto ciò che vediamo intorno a noi.

Dentro la questa Riserva Naturale è importante segnalare anche la presenza di un coleottero unico al  mondo denominato “Allecula suberina” scoperto dall’Università Roma 3 (Proff. Carpaneto, Chiari e Zauli) e quella di Linköping (Proff. Novak e Jansson ) in onore della Sughereta di Pomezia. 

La Riserva ci procura ossigeno, vita e benessere; in quanto possiamo dedicare parte del nostro tempo respirando aria pulita e rilassandoci fuori dalla vita di tutti i giorni anche divertendoci. Una piccola oasi che ci fa respirare dall’apnea dei nostri peiodi di stress. Uno spazio di verde tra il blu del cielo ed il grigio della città, quindi perchè distruggerlo? Sarebbe come distruggere una parte di noi stessi.

Qui il modulo per raccogliere le firme della Petizione popolare per ritirare la delibera che vuole la strada (scarica Qui)

La visita del Prof. Franco Tassi

Il 18 gennaio 2024, il Prof. Franco Tassi grande biologo naturalista, è venuto nella sede della associazione Comunità Pontina Parchi e Sistemi Naturali (CPPS) di Pomezia.

Sono state due ore nelle quali si è parlato di Natura e in cui il Prof. Tassi ha fatto scuola su aspetti biologico-naturalistici.

Ci ha portato in visione diversi esemplari di insetti della foresta pluviale Amazzonica (lepidotteri, coleotteri), un esemplare si può vedere nella foto.

Momenti di grande vibrazione, emozione e con quel romantico retrogusto delle vecchie scienze biologiche.

È stata anche una occasione per progettare, con la sua supervisione, iniziative fondamentali per il nostro territorio, che l’Associazione CPPS porterà avanti e di cui a breve si avrà notizia.

Il prof. Franco Tassi è autore di decine di libri sulla Natura, fauna, flora, parchi Naturali, riserve Naturali. (i suoi libri)

E’ stato direttore per 33 anni del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il più antico in Italia. E’ stato, per molti anni, docente di Ecologia applicata presso l’Università di Napoli e Conservazione della Natura presso l’Università di Camerino.

E’ stato l’ispiratore e realizzatore dell’unico protocollo d’intesa per un parco naturale italiano, il Parco Nazionale  d’Abruzzo, Lazio e Molise, con il più antico Parco Naturale del mondo, lo Yellowstone Park, negli Stati Uniti.

E’ esperto di Criptozoologia e Criptobotanica.

Fu amico del biologo scozzese, naturalizzato americano, Prof. Ivan T. Sanderson e dello zoologo belga Prof. Bernard Heuvelmans, cofondatori della Criptozoologia. Possiamo seguire una interessante conversazione tenutasi presso la TV City a dicembre del 2022 (qui la registrazione)

Habemus Dune a Torvajanica

Ricevuto in redazione dall’ Architetto Cristiano Casafina incaricato dal Comune di Pomezia per la realizzazione del progetto del quale è coordinatore di un nutrito team di esperti. L’Associazione CPPS sostiene il Progetto di rinaturazione della costa di Torvajanica per ripristinare il sistema dunale prezioso per la conservazione delle spiagge.

“Il progetto Habemus Dune è alle porte, mi scuso, ma in questo momento è impossibile far veicolare queste comunicazioni dal sito del Comune di Pomezia, dove questo lavoro è inserito e dove dovrebbe essere veicolato .

Stiamo preparando ed organizzando il lavoro.

Gli approfondimenti sono importanti, soprattutto sul tema dell’eradicazione (rimozione delle specie aliene. ndr).

Invito tutti quelli che mi seguono a condividere queste mie comunicazioni sulla vostra pagina.

Più si andrà avanti e più si faranno incontri o spiegazioni di tutto quello che si farà.
Il nostro Comune diventerà un test importante sulle modalità di intervento. Non mancheranno critiche sul perchè si rimuovano piante così belle.
In tutte le isole del Mediterraneo sono cominciate da anni le eradicazioni delle specie Invasive .

Queste pubblicazioni, che presento, sono alcuni dei documenti SCIENTIFICI da poco pubblicati che ne spiegano le motivazioni e sono per me strumento di lavoro.

(seleziona l’immagine per scaricare il documento)

Si può acquistare se schiacci sulla copertina presso Aracne editrice

In questi anni ho ascoltato tutti e continuerò a farlo, ma  è arrivato il momento  di agire a difesa della biodiversità.

Vi aspetto nelle spiagge in cui interverremo.

Presto vi comunico le date ed i luoghi.

Arch. Cristiano Casafina”

Le dune di Torvajanica vanno tutelate

impianto dunale e macchia mediterranea

I Cittadini di Pomezia sollevano proteste e così le 4 Associazioni maggiormente rappresentative della tutela e rispetto naturalistico nel territorio, hanno presentato un esposto conseguente al devastante intervento su un impianto dunale e macchia mediterranea presente sul lungomare delle Meduse.

Di seguito è riportato il testo dell’esposto sottoscritto dalla nostra Associazione CPPS – Comunità Pontina Parchi e Sistemi naturali APS, dal WWF litorale Laziale, dall’Associazione Latium Vetus APS, e dall’AST Associazione Sviluppo Torvajanica.

Testo

Gianluca Ciampi ci illustra le opere di L. Cercatore

La letteratura sull’Ambiente e sulla sua sua tutela ha un gran numero di pubblicazioni. La nostra Associazione CPPS- Comunità Pontina Parchi e Sistemi naturali annovera tra i suoi iscritti, facente parte anche del Consiglio Direttivo, Gianluca Ciampi, agronomo ecologista, con passioni quali la matematica antica, la musica, la letteratura, ecc.. e anche scrittore in arte L. Cercatore.

A lui abbiamo chiesto di raccontarci delle sue opere recenti in particolare del libro “Suolo e Salute – Le radici della sostenibilità” ( a breve in libreria) per il quale ha contribuito alla traduzione dall’originale inglese “The Soil and Helth” di Albert Howard.

  • Gianluca Ciampi, o preferisci lo pseudonimo con il quale firmi le tue opere, ci parli della preziosa guida alla salute della terra, del suolo sul quale è possibile coltivare qualsiasi cosa facendolo nel modo giusto e rispettandolo.

“Grazie per questa opportunità che la nostra Associazione CPPS mi offre con la visibilità sul sito internet. Intanto lo pseudonimo nasconde un velo di mistero perchè da ambientalista sono sempre in cerca di soluzioni a basso impatto ambientale. Gli amici mi hanno una sera accusato di avere sempre la testa in cerca di qualcosa. Mi è piaciuto e praticamente l’ho adottato per firmare i miei scritti. Tornando allo scopo di questa chiacchierata:

 Suolo e Salute di Albert Howard

Sintetizzare il lavoro di Howard in poche parole è un’impresa. E’ stato micologo e botanico nelle Indie occidentali e poi in quelle orientali nella prima parte del secolo scorso. Può essere dichiarato il padre dell’agricoltura biologica e del compostaggio (metodo “Indore”) Conoscitore delle leggi della Natura, dei suoli di mezzo mondo, dei microrganismi del terreno e delle interrelazioni positive con le radici delle piante, determina la premessa alla salute delle piante stesse. Le piante portano salute al bestiame ed infine all’uomo rinforzando le sue difese immunitarie.

  • Gianluca , illustraci come ci indica le linee da seguire

“Il sottotitolo che abbiamo usato “le radici della sostenibilità” è indicativo, sia per il senso oggettivo in sé che ci dice quale è la vera sostenibilità, parola ormai inflazionata ed entropizzata, allo stesso tempo ci indica che la salute parte dalla salute del suolo e delle radici delle piante. Howard ci spiega anche il problema dell’erosione dei suoli prendendo spunto dai lavori virtuosi in Giappone e mostrando le soluzioni per le piene disastrose in Cina, nel secolo scorso. Il libro, ultimo suo lavoro, è una sorta di viaggio della sua vita, di tutte le specie coltivate che ha potuto conoscere, insieme alla prima moglie, anche essa botanica ed esperta dal 1902 di fotosintesi, passarono 25 anni in India, tra cotone, grano, te’, frutti tropicali e tanto altro. Lei morì a Genova nel viaggio di ritorno. Conosceva l’agricoltura in Africa (principalmente quella britannica) dove era anche stato. Ha occupato ruoli di responsabilità per quello che è stato l’Impero più grande dell’era moderna, ma sempre con occhio vigile verso il banditismo che molti praticavano sfruttando popoli e terreni, critico ad un certo approccio scientista ed al proliferare della chimica in agricoltura. Seppure con un interesse all’economia agraria si opponeva alla logica del profitto.

  • Quindi ha dichiarato guerra alla chimica che interferisce con i processi naturali

“Certo. Non si è mai fermato in questa sua convinta e motivata condanna. Ha continuato in tarda età, dall’Inghilterra, ad interagire con tutti i pionieri dell’agricoltura biologica: oltre all’India ed al Sud Africa, Malesia, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti ecc.. Ci ha lasciato molti anni fa un’eredità che oggi crediamo sia il caso di riconsiderare nella sua pienezza.

  • Quindi un libro da leggere per imparare in pratica come interagire con la Natura senza farle del male o come dici tu a far parte della Natura. Ma veniamo al tuo libro, scusa di L.Cercatore. Sembra che tu voglia avvicinare il lettore con un approccio avventuroso. La cosa mi incuriosisce.

“Ecco, sì, in effetti cerco, da cui lo pseudonimo, dei punti di interesse per il lettore curioso di scoprire … come va a finire. Ha la vena del giallo.

Doppio Arbelo

Un ecologista Vincenzo viene coinvolto da un vecchio amico Sandro, un piccolo detective, nel tentare la soluzione di un omicidio di un giovane frate, si crea così una coppia di investigatori. I due sono molto diversi tra loro e tra Lazio ed Umbria dovranno sbrogliare un’intricata matassa, legata ad un gruppo di studiosi: filosofi, matematici, religiosi e altri alla ricerca della vera conoscenza, tra inquinamento,  furti d’arte, imprenditori d’assalto, pezzi di storia passata e le solite incomprensioni umane.

  • Sì, Gianluca ha poi una morale?

“L’approccio ecologico non si riduce ad un’osservazione dell’ambiente, ma anche dei giochi della mente umana (cito Bateson da Verso un’ecologia della Mente). In un ritmo incalzante basato sui dialoghi tra i vari personaggi il protagonista principale Vincenzo, cercando di tenere tutto unito, ci porta dall’assassino.

  • Bene forse è meglio non anticipare troppo il finale. Diciamo che il libro va acquistato per l’intrigo, lo spirito ambientalista e per il piacere della lettura.
  • L’associazione CPPS ti ringrazia per il tuo impegno, il tuo estro e perché sei iscritto con noi. Salutiamo tutti i lettori.

Salvatore Pignalosa ha intervistato Gianluca Ciampi (L.Cercatore) scrittore

Info per l’acquisto: Doppio Arbelo Doppio Arbelo Doppio Arbelo Doppio Arbelo Suolo e Salute (versione inglese)

“Cose mai viste 2021” MITI della Sughereta di Pomezia

Ancora la Sughereta di Pomezia al centro dell’attenzione degli studiosi ed esperti dell’Ecomuseo Lazio Virgiliano.

Nell’ambito dell’oramai consolidato calendario delle attività che ruotano intorno ai Castelli Romani, curato e coordinato dall’Ente Parco Castelli Romani, si svolgerà domenica 5 settembre 2021 alle ore 10 una interessante giornata alla scoperta delle sorprese che la letteratura geo-mitologica ha presentato per generazioni la storia dei luoghi che ci ospitano.

Una guida al rispetto della Natura ed alla scoperta di uno modo diverso di guardare l’ambiente che ci circonda.

Da non mancare.

Seguite le indicazioni della locandina

“Cose mai viste” alla Sughereta di Pomezia – 21 agosto 2021

Eccoci di nuovo in Sughereta. Avremo due itinerari congiunti che si susseguono tra loro: uno naturalistico e l’altro più spirituale di recupero del legame tra Uomo e Ambiente allo scopo di valorizzare il rispetto, la conoscenza e l’amore per la Natura anche nei suoi aspetti culturali, valoriali ed ideali.

Nel primo itinerario, oltre all’attività fisica e all’aperto, un ecologo ed uno specialista in scienze naturali nel corso della visita daranno delle indicazioni botaniche e zoologiche sulla ricca flora e fauna della Riserva, con particolare rilievo alle specie spontanee autoctone e all’entomofauna locale. La Sughereta è presa da esempio per illustrare i cicli naturali: quello dell’acqua, dell’azoto e della sostanza organica in genere. Viene evidenziata l’importanza del suolo, visto come un mondo a sé, un ecosistema sotto la superficie del terreno, ricco di vita, in rapporto e in relazione con l’ecosistema del soprassuolo e delle piante. Si potranno così comprendere una serie di interconnessioni, tra pianta e pianta, pianta insetto, pianta uomo, uomo e Natura, ecc..

Dopo il primo, si sviluppa il secondo itinerario: i visitatori, accompagnati da un filosofo, effettuano un percorso ideale di ascolto, di comprensione e di connessione con il bosco ed i suoi elementi naturali, valorizzando le relazioni fra ecosistema e presenza umana. L’incontro si concluderà con uno scambio di impressioni e di sensazioni personali.

A tutti i visitatori sarà dato un pieghevole cartaceo e sarà fornito un link digitale per approfondire i temi della giornata e conoscere meglio la Riserva.

Appuntamento alle 9:45 presso l’ingresso della Riserva Naturale Regionale della Sughereta di Pomezia, la Casa del Parco, via Pontina Km. 31,400 (seguire la cartellonistica stradale di colore marrone).

La passeggiata dura 3 ore circa ed è prevista una quota simbolica di partecipazione del valore di 2 euro.

Per i bambini è completamente gratuito.

E’ obbligatoria la prenotazione un po’ di giorni prima dell’evento preferibilmente via sms ai numeri

345 335 9012 – 3295812170 o scrivendo una e-mail a segretario@associazionecpps.it

Consigliabile un abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica, cappellino, borraccia, merenda. Colazione al sacco.

Ai prenotati verrà dato un avviso in caso di annullamento per avverse condizioni meteo.

“Cose mai viste” alla Sughereta di Pomezia – 18 luglio 2021

Nuovo appuntamento dove si compiono due itinerari congiunti che si alternano tra loro: uno naturalistico e l’altro di recupero del legame tra Uomo e Ambiente allo scopo di valorizzare il rispetto, la conoscenza e l’amore per la Natura anche nei suoi aspetti culturali, valoriali ed ideali.

Nel primo itinerario, oltre all’attività fisica e all’aperto, un ecologo ed uno specialista in scienze naturali nel corso della visita daranno delle indicazioni botaniche e zoologiche sulla ricca flora e fauna della Riserva, con particolare rilievo alle specie spontanee autoctone e all’entomofauna locale. La Sughereta è presa da esempio per illustrare i cicli naturali: quello dell’acqua, dell’azoto e della sostanza organica in genere. Viene evidenziata l’importanza del suolo, visto come un mondo a sé, un ecosistema sotto la superficie del terreno, ricco di vita, in rapporto e in relazione con l’ecosistema del soprassuolo e delle piante. Si potranno così comprendere una serie di interconnessioni, tra pianta e pianta, pianta insetto, pianta uomo, uomo e Natura, ecc..

Alternato al primo, si sviluppa il secondo itinerario: i visitatori, accompagnati da un filosofo, effettuano un percorso ideale di ascolto, di comprensione e di connessione con il bosco ed i suoi elementi naturali, valorizzando le relazioni fra ecosistema e presenza umana. L’incontro si concluderà con uno scambio di impressioni e di sensazioni personali.

A tutti i visitatori sarà dato un pieghevole cartaceo e sarà fornito un link digitale per approfondire i temi della giornata e conoscere meglio la Riserva.

Appuntamento alle 9:45 presso l’ingresso della Riserva Naturale Regionale della Sughereta di Pomezia, la Casa del Parco, via Pontina Km. 31,400 (seguire le indicazioni di colore marrone).

La passeggiata dura 3 ore circa ed è prevista una quota simbolica di partecipazione del valore di 2 euro.

Per i bambini è completamente gratuito.

E’ obbligatoria la prenotazione un po’ di giorni prima dell’evento preferibilmente via sms ai numeri 345 335 9012 – 3295812170 o scrivendo una e-mail a segretario@associazionecpps.it

Consigliabile un abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica, cappellino, borraccia, merenda. Colazione al sacco.

Ai prenotati verrà dato un avviso in caso di annullamento per avverse condizioni meteo.

Tornano le tartarughe sul litorale laziale

Un esemplare di Caretta caretta ha deposto a Ostia (Roma)

Esemplare di tartaruga Caretta caretta visto di recente sullle coste laziali

E’ iniziata la stagione della deposizione delle uova della famosa Caretta caretta, tartaruga marina che si è spostata da qualche anno dai mari caldi dell’Oceano Atlantico a quelli del Mediterraneo.

La costa laziale è interessata da questo fenomeno da pochi anni ma le deposizioni si stanno facendo sempre più frequenti. Il primo esempio è avvenuto a Ostia (Roma)  il 23 giugno visibile sul sito di lamiaostia.com, e si prevedono altre deposizioni su tutto il litorale.

foto di Valerio Manfrini subito accorso a Ostia (Roma) presso il nido

Il nido era troppo vicino alla battigia e le uova sono state spostate dagli specialisti della Rete regionale Tartalazio presso la tenuta del Presidente a Castel Porziano.

Da poco è passato il 16 giugno giorno in cui si festeggia la Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine. La data corrisponde alla nascita del famoso erpetologo dr. Archie Carr, celebre perché ha dedicato  tutta la sua vita allo studio e alla conservazione di specie in pericolo, soprattutto delle tartarughe marine. Chi volesse approfondire una conoscenza del Dr. Carr può visitare questo sito di Tartamare sul web e STCSea Turtle Conservancy

Photo courtesy Sea Turtle Conservancy

Per aiutare il decorso naturale della schiusa delle uova e per proteggere l’integrità di tutto l’impianto e necessario seguire le istruzioni che fornisce la Rete Regionale Tartalazio in questo video  e, in caso di avvistamento, avvisare subito la capitaneria di Porto al NUMERO VERDE 1530

Le tartarughe sono specie protette e in pericolo per tutta la lastica che invade il nostro mare. Aiutiamo le a sopravvivere! Se vediamo tracce chiamiamo immediatamente la Capitaneria di Porto Numero Verde 1530

“Cose Mai Viste” alla Sughereta di Pomezia – 19 giugno 2021

I Segreti del Bosco e le Sensazioni perdute.

Il programma:

Si compiono due itinerari congiunti che si alternano tra loro: uno naturalistico e l’altro di recupero del legame tra Uomo e Ambiente allo scopo di valorizzare il rispetto, la conoscenza e l’amore per la Natura anche nei suoi aspetti culturali, valoriali ed ideali.

Nel primo itinerario, oltre all’attività fisica e all’aperto, un ecologo ed uno specialista in scienze naturali nel corso della visita daranno delle indicazioni botaniche e zoologiche sulla ricca flora e fauna della Riserva, con particolare rilievo alle specie spontanee autoctone e all’entomofauna locale. La Sughereta è presa da esempio per illustrare i cicli naturali: quello dell’acqua, dell’azoto e della sostanza organica in genere. Viene evidenziata l’importanza del suolo, visto come un mondo a sé, un ecosistema sotto la superficie del terreno, ricco di vita, in rapporto e in relazione con l’ecosistema del soprassuolo e delle piante. Si potranno così comprendere una serie di interconnessioni, tra pianta e pianta, pianta insetto, pianta uomo, uomo e Natura, ecc..

Alternato al primo, si sviluppa il secondo itinerario: i visitatori, accompagnati da un filosofo, effettuano un percorso ideale di ascolto, di comprensione e di connessione con il bosco ed i suoi elementi naturali, valorizzando le relazioni fra ecosistema e presenza umana. L’incontro si concluderà con uno scambio di impressioni e di sensazioni personali.

A tutti i visitatori sarà dato un pieghevole cartaceo e sarà fornito un link digitale per approfondire i temi della giornata e conoscere meglio la Riserva.

Appuntamento alle 9:45 presso l’ingresso della Riserva Naturale Regionale della Sughereta di Pomezia, la Casa del Parco, via Pontina Km. 31,400 (seguire le indicazioni di colore marrone).

La passeggiata dura 3 ore circa ed è prevista una quota simbolica di partecipazione del valore di 2 euro.

Per i bambini è completamente gratuito.

E’ obbligatoria la prenotazione un po’ di giorni prima dell’evento preferibilmente via sms o Whatsapp al numero 3295812170 o scrivendo una e-mail a segretario@associazionecpps.it

Consigliabile un abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica, cappellino, borraccia, merenda. Colazione al sacco.

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