Diamo voce e sosteniamo le associazioni e i cittadini che attivano azioni di tutela e conservazione del nostro territorio.
Domenica 11 gennaio l’associazione Inspire – #BeZeroWaste organizza un evento di pulizia delle dune di Campo Ascolano, aree già interessate dal progetto comunale Habemus Dune.
L’Associazione no-profit Inspire, domenica 11 gennaio 2026 a Torvaianica per prendersi cura di una piccola ma importante porzione del patrimonio naturale del nostro territorio, le Dune di Campo Ascolano.
Inspire è un’associazione no-profit per la diffusione di stili di vita sostenibili, consapevoli e Zero Waste. E’ la sostenibilità fatta pratica. Tra le molteplici attività ci sono quelle cosiddette outdoor, che mirano a riconnettere i partecipanti con la natura. Una riconnessione che passa attraverso la conoscenza, il rispetto, l’armonia ed il riconoscimento dell’energia che dà vita a tutto e tutti.
Molti dei problemi ambientali e sociali che colpiscono il nostro pianeta derivano da una progressiva e sempre più accentuata alienazione dell’essere umano dalla natura di cui, invece, fa parte. Questa alienazione è ormai talmente accentuata da aver portato alla cosiddetta amnesia generazionale. Tra le conseguenze di questa amnesia, oltre al malessere psico-fisico che ne deriva e che sempre più caratterizza le nostre vite, c’è anche la noncuranza rispetto al nostro impatto sull’ambiente, come se la nostra sopravvivenza non dipendesse da esso.
Riconnettersi con la natura di cui facciamo parte, comprenderne il ruolo fondamentale anche per il nostro benessere, come anche l’importanza di tutelarla, è quindi il primo e fondamentale passo verso uno stile di vita più sostenibile e consapevole. Con le eco-attività Inspire avvicina le persone agli ambienti naturali del loro territorio.
Nel mentre, raccogliamo anche i rifiuti che troviamo, non tanto come fine ultimo, ma come mezzo per aumentare la consapevolezza dell’impatto del nostro stile di vita sull’ambiente e per introdurre i nostri workshop Zero Waste.
Una rivoluzione gentile
Colonna portante di tutte le attività di Inspire, è la gentilezza, perché consideriamo l’incolpare, lo svergognare, l’urlare e il giudicare, altrettante forme di inquinamento al pari di ogni altro rifiuto. Crediamo che la gentilezza possa davvero cambiare il mondo, sia a livello ambientale che sociale.
Quest’anno riprende la raccolta dei tappi delle bottigliette e dei contenitori dei detersivi sul territorio di Pomezia. Iniziamo con l’Istituto Comprensivo Enrico Pestalozzi di Torvajanica e con l’azienda RedBox di Pomezia. Quest’ultima, tra l’altro, anche sponsor dell’iniziativa con la produzione dei contenitori per la raccolta.
Il progetto “TappiAmo” nasce a Roma nel settembre del 2011 come progetto di solidarietà, in collaborazione con la CARITAS di Roma, in seno all’Associazione AMUSE – Amici del Secondo Municipio – APS e unisce alle finalità sociali quelle ambientali.
L’iniziativa prevede infatti la raccolta di tappi di plastica dura, che in questo modo non vengono dispersi nell’ambiente, destinati ad essere venduti e riutilizzati per scopi benefici.
La raccolta presuppone una vasta platea sensibile e ricettiva dello scopo umanitario, nonché della crescita individuale verso il riconoscimento degli obbiettivi attraverso la partecipazione ad un progetto semplice ma significativo. Educativo ed efficace per grandi e piccoli.
L’associazione CPPS –Comunità Pontina Parchi e Sistemi naturali – APS, che in passato ha fatto equivalenti progetti, quest’anno ha aderito a “TappiAMO” da realizzarsi nella Città di Pomezia.
Partiamo dalle scuole per poi estendere alla altre aggregazioni comunitarie: famiglie, aziende, organizzazioni sociali.
Qui il modulo per raccogliere le firme della Petizione Popolare per ritirare la delibera che vuole la strada (scarica Qui)
Questa camminata ci aiuta ad avvicinarci un po’ nella nostra preziosa Riserva Naturale della Sughereta di Pomezia.
Cosa vediamo intorno a noi? Dove ci troviamo? In un bosco o in una foresta? Qual è la differenza? Il bosco è fatto da un terreno coperto da alberi prevalentemente d’alto fusto, arbusti ed erbe, le cui crescite sono solitamente controllate dall’uomo. Invece, la foresta è una superficie di terreno coperta soprattutto da alberi d’alto fusto che crescono spontaneamente, la cui crescita non è controllata dall’uomo. Qui ci troviamo infatti in un bosco misto di querce ed in particolare la protagonista di questa Riserva è la Quercus suber, detta da tutti la sughera, infatti, pensate che oggi la Sughereta di Pomezia è uno dei pochissimi esempi rimasti di questo habitat.
In passato, è riuscita a sopravvivere all’agricoltura, alla pastorizia e allo sviluppo della città di Pomezia, dopo la bonifica, fino allo sviluppo attuale. Ovviamente, qui dove ci troviamo, non abbiamo solo ed esclusivamente la sughera, ma anche tantissime altre specie che vivono e creano questa bellissima casa! Pensate che tanto tempo fa questo tipo di habitat si estendeva per molti km, poi con l’aumento della popolazione di Roma e soprattutto dopo la bonifica, i terreni sono stati destinati a famiglie di Coloni, provenienti dall’estero e da altre parti del nord d’Italia, dando il via allo sviluppo dell’agricoltura. Dopo gli anni sessanta è iniziata, con la Cassa del Mezzogiorno, l’industrializzazione del territorio che ha attirato l’immigrazione di migliaia di persone provenienti da quasi tutte le regioni del centro e sud d’Italia. Così, ora ci troviamo trasformazioni del paesaggio naturale in quello più antropizzato dove si alternano città, industrie, campi agricoli e il bosco.
Ora, percorrendo i sentieri, possiamo notare le siepi vicino a noi come sono fatte? e che differenze notiamo? Se diamo uno sguardo più lontano vediamo che gli alberi sono più fitti, mentre avanzando ci sono anche delle piazzole di prati. Dando uno sguardo più attento quindi notiamo che in uno stesso ambiente ci sono “ambienti” diversi, ad esempio c’è una zona con tanti alberi, la zona con molti cespugli e una zona con prevalentemente prato. Non solo la vegetazione cambia, ma anche i tipi di animali che ci vivono cambiano. Immaginiamo un mosaico di un gruppo di case con ognuno una caratteristica comune tra loro, ma diversa tra gli altri gruppi di case. In base al modo in cui vivono con le loro abitudini, troviamo persone con caratteristiche diverse, così troviamo qui animali con abitudini, alimentazioni e caratteri diversi tra loro. Secondo voi questi abitanti così diversi del sughero vanno d’accordo o litigano per le loro differenze? Ebbene, nonostante noi umani combattiamo a causa delle nostre differenze, gli animali non solo di qui ma di tutto il mondo, riescono a trovare un equilibrio ed un’armonia vivendo insieme. Tutto questo è possibile perchè tra un’ ambiente e l’altro non c’è una netta distinzione come un confine o recinzione che li delimita, infatti non è evidente il cambiamento ma dobbiamo farci particolare attenzione. Esiste una zona di transizione che collega due ecosistemi diversi, adottando così la convivenza di tante diverse specie. Stiamo parlando dell’ ECOTONO. In questo punto, esistono specie particolari ed un altissimo grado di biodiversità. Queste sue peculiarità rendono l’ecotono indispensabile poiché proprio attraverso queste strutture avviene il collegamento fra ambienti molto diversi tra loro (boschi-prati, laghi-foreste, acque dolci-acque salate).
Pensate che anche noi stessi abbiamo intrecciato una relazione e contatto con qualcuno, con la natura ovviamente e che possiamo avere armonia e benessere con lei rispettandola nella sua diversità e magari farci anche amicizia. Secondo voi quindi è possibile? L’ambiente naturale è in continuo mutamento, è un flusso che scorre sempre anche se non ce ne accorgiamo. Se noi umani interrompessimo questo flusso costruendoci una strada che divide nettamente questa delicata e allo stesso tempo equilibrata rete, tutto questo si spezzerebbe. Non avendo più queste importantissime zone di transizione, non ci sarebbe più una biodiversità tale da far sopravvivere l’intera riserva. Senza biodiversità, la natura si sente fragile ed indifesa, attaccabile da qualsiasi evento e non avrebbe le energie e ne altrettanti strumenti per potersi difendere. Di conseguenza, basterebbe un soffio per esser totalmente distrutta.
UNA STRADA!
Il ciclo della vita non si ferma mai, qui tutto nasce cresce si riproduce, muore e si riusa e diventa di nuovo vita. Tutto ciò che muore di origine naturale serve come energia per altri microrganismi che servono a loro volta per altri esseri viventi e così via. Un ciclo con un equilibrio importantissimo che porta alla luce tutto ciò che vediamo intorno a noi.
Dentro la questa Riserva Naturale è importante segnalare anche la presenza di un coleottero unico al mondo denominato “Allecula suberina” scoperto dall’Università Roma 3 (Proff. Carpaneto, Chiari e Zauli) e quella di Linköping (Proff. Novak e Jansson ) in onore della Sughereta di Pomezia.
La Riserva ci procura ossigeno, vita e benessere; in quanto possiamo dedicare parte del nostro tempo respirando aria pulita e rilassandoci fuori dalla vita di tutti i giorni anche divertendoci. Una piccola oasi che ci fa respirare dall’apnea dei nostri peiodi di stress. Uno spazio di verde tra il blu del cielo ed il grigio della città, quindi perchè distruggerlo? Sarebbe come distruggere una parte di noi stessi.
Qui il modulo per raccogliere le firme della Petizione popolare per ritirare la delibera che vuole la strada (scarica Qui)
Il 18 gennaio 2024, il Prof. Franco Tassi grande biologo naturalista, è venuto nella sede della associazione Comunità Pontina Parchi e Sistemi Naturali (CPPS) di Pomezia.
Sono state due ore nelle quali si è parlato di Natura e in cui il Prof. Tassi ha fatto scuola su aspetti biologico-naturalistici.
Ci ha portato in visione diversi esemplari di insetti della foresta pluviale Amazzonica (lepidotteri, coleotteri), un esemplare si può vedere nella foto.
Momenti di grande vibrazione, emozione e con quel romantico retrogusto delle vecchie scienze biologiche.
È stata anche una occasione per progettare, con la sua supervisione, iniziative fondamentali per il nostro territorio, che l’Associazione CPPS porterà avanti e di cui a breve si avrà notizia.
Il prof. Franco Tassi è autore di decine di libri sulla Natura, fauna, flora, parchi Naturali, riserve Naturali. (i suoi libri)
E’ stato direttore per 33 anni del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il più antico in Italia. E’ stato, per molti anni, docente di Ecologia applicata presso l’Università di Napoli e Conservazione della Natura presso l’Università di Camerino.
E’ stato l’ispiratore e realizzatore dell’unico protocollo d’intesa per un parco naturale italiano, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con il più antico Parco Naturale del mondo, lo Yellowstone Park, negli Stati Uniti.
E’ esperto di Criptozoologia e Criptobotanica.
Fu amico del biologo scozzese, naturalizzato americano, Prof. Ivan T. Sanderson e dello zoologo belga Prof. Bernard Heuvelmans, cofondatori della Criptozoologia. Possiamo seguire una interessante conversazione tenutasi presso la TV City a dicembre del 2022 (qui la registrazione)
Giovedì 11 maggio 2023 la nostra Associazione ospiterà i bambini della scuola primaria Andrea Baldi di Roma presso la Riserva Naturale Regionale della Sughereta di Pomezia.
Giovedì 11 maggio 2023 la nostra Associazione ospiterà i bambini della scuola primaria Andrea Baldi di Roma presso la Riserva Naturale Regionale della Sughereta di Pomezia.
Sarà una giornata di svago per i bambini ma altamente educativa. Essi saranno accompagnati a visitare il bosco con le sue meraviglie naturali e sarà loro illustrata anche la storia di questo antichissimo territorio con i suoi miti e le leggende che lo caratterizzano.
Attraverso il gioco apprenderanno il mondo affascinante della natura e le fondamenta di una corretta educazione ambientale.
La giornata a loro dedicata sarà solo il primo passo verso un percorso che durerà un intero anno durante il quale essi saranno protagonisti, insieme alla nostra Associazione, di un progetto volto alla diffusione della cultura e del rispetto ambientale.
Ricevuto in redazione dall’Architetto Cristiano Casafinaincaricato dal Comune di Pomezia per la realizzazione del progetto del quale è coordinatore di un nutrito team di esperti. L’Associazione CPPS sostiene il Progetto di rinaturazione della costa di Torvajanica per ripristinare il sistema dunale prezioso per la conservazione delle spiagge.
“Il progetto Habemus Dune è alle porte, mi scuso, ma in questo momento è impossibile far veicolare queste comunicazioni dal sito del Comune di Pomezia, dove questo lavoro è inserito e dove dovrebbe essere veicolato .
Stiamo preparando ed organizzando il lavoro.
Gli approfondimenti sono importanti, soprattutto sul tema dell’eradicazione (rimozione delle specie aliene. ndr).
Invito tutti quelli che mi seguono a condividere queste mie comunicazioni sulla vostra pagina.
Più si andrà avanti e più si faranno incontri o spiegazioni di tutto quello che si farà. Il nostro Comune diventerà un test importante sulle modalità di intervento. Non mancheranno critiche sul perchè si rimuovano piante così belle. In tutte le isole del Mediterraneo sono cominciate da anni le eradicazioni delle specie Invasive .
Queste pubblicazioni, che presento, sono alcuni dei documenti SCIENTIFICI da poco pubblicati che ne spiegano le motivazioni e sono per me strumento di lavoro.
(seleziona l’immagine per scaricare il documento)
Si può acquistare se schiacci sulla copertina presso Aracne editrice
In questi anni ho ascoltato tutti e continuerò a farlo, ma è arrivato il momento di agire a difesa della biodiversità.
I Cittadini di Pomezia sollevano proteste e così le 4 Associazioni maggiormente rappresentative della tutela e rispetto naturalistico nel territorio, hanno presentato un esposto conseguente al devastante intervento su un impianto dunale e macchia mediterranea presente sul lungomare delle Meduse.
Di seguito è riportato il testo dell’esposto sottoscritto dalla nostra Associazione CPPS – Comunità Pontina Parchi e Sistemi naturali APS, dal WWF litorale Laziale, dall’Associazione Latium Vetus APS, e dall’AST Associazione Sviluppo Torvajanica.
Il 3 dicembre 2022, la signora Agata Meuti, nostra socia, scrive questo messaggio nella chat dell’Associazione CPPS:
“Cari tutti, volevo condividere con voi il trentennale dalla fondazione del Comitato Promotore per il Parco del Sughereto che cade proprio oggi! Grazie ancora a tutti coloro che hanno messo la prima pietra per questo importantissimo progetto. Un progetto che ha dato alla collettività il gioiello più splendente del territorio. Il mio augurio è che noi impegnati da trent’anni, lotteremo ancora per rendere il nostro meraviglioso parco un’opportunità comune, esempio di rispetto e amore per l’ambiente”.
Questo messaggio, sinceramente inaspettato, mi ha fatto tornare indietro a quella sera del 3 dicembre 1992, a Torvaianica in Via Sebastopoli, 14, dove, invitati alcuni amici, ho proposto loro di creare un Comitato Promotore per la salvaguardia della Sughereta. Era una proposta tutta in salita che avrebbe potuto scoraggiare chiunque ma che, invece, è stata la molla per far nascere un entusiasmo che ancora oggi perdura. Grazie a questo sparuto gruppo di temerari è stato possibile diffondere una sensibilità collettiva che, poco per volta, ha condotto alla legge regionale che ha istituito la Riserva che oggi conosciamo.
Ad Agata Meuti, quindi, voglio rispondere così:
“Grazie Agata per aver ricordato questa data importante e grazie a tutti quegli amici, a partire da tua mamma, che, con tenacia ed entusiasmo, hanno creduto ad un sogno e che, per realizzarlo, si sono impegnati in tutti questi anni con passione e caparbietà. Auguri a tutte queste persone. Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che una parte di quel sogno è ancora da completare. Questo è ancora nostro compito ma per realizzarlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti e soprattutto di una nuova visione dei problemi a cui si devono accompagnare modalità di azione diverse e più incisive. Dobbiamo essere consapevoli che le limitazioni che si oppongono alla nostra attività non derivano da problemi oggettivi legati al pezzo di territorio che vogliamo salvaguardare quanto invece dall’insensibilità, l’indifferenza e talvolta l’ignoranza di chi ha il potere e il dovere di salvaguardare e valorizzare il gioiello di cui tu parli ma che nulla fa, apparendo troppo spesso sordo e cieco”.
La letteratura sull’Ambiente e sulla sua sua tutela ha un gran numero di pubblicazioni. La nostra Associazione CPPS- Comunità Pontina Parchi e Sistemi naturali annovera tra i suoi iscritti, facente parte anche del Consiglio Direttivo, Gianluca Ciampi, agronomo ecologista, con passioni quali la matematica antica, la musica, la letteratura, ecc.. e anche scrittore in arte L. Cercatore.
A lui abbiamo chiesto di raccontarci delle sue opere recenti in particolare del libro “Suolo e Salute – Le radici della sostenibilità” ( a breve in libreria) per il quale ha contribuito alla traduzione dall’originale inglese “The Soil and Helth” di Albert Howard.
Gianluca Ciampi, o preferisci lo pseudonimo con il quale firmi le tue opere, ci parli della preziosa guida alla salute della terra, del suolo sul quale è possibile coltivare qualsiasi cosa facendolo nel modo giusto e rispettandolo.
“Grazie per questa opportunità che la nostra Associazione CPPS mi offre con la visibilità sul sito internet. Intanto lo pseudonimo nasconde un velo di mistero perchè da ambientalista sono sempre in cerca di soluzioni a basso impatto ambientale. Gli amici mi hanno una sera accusato di avere sempre la testa in cerca di qualcosa. Mi è piaciuto e praticamente l’ho adottato per firmare i miei scritti. Tornando allo scopo di questa chiacchierata:
Sintetizzare il lavoro di Howard in poche parole è un’impresa. E’ stato micologo e botanico nelle Indie occidentali e poi in quelle orientali nella prima parte del secolo scorso. Può essere dichiarato il padre dell’agricoltura biologica e del compostaggio (metodo “Indore”) Conoscitore delle leggi della Natura, dei suoli di mezzo mondo, dei microrganismi del terreno e delle interrelazioni positive con le radici delle piante, determina la premessa alla salute delle piante stesse. Le piante portano salute al bestiame ed infine all’uomo rinforzando le sue difese immunitarie.
Gianluca , illustraci come ci indica le linee da seguire
“Il sottotitolo che abbiamo usato “le radici della sostenibilità” è indicativo, sia per il senso oggettivo in sé che ci dice quale è la vera sostenibilità, parola ormai inflazionata ed entropizzata, allo stesso tempo ci indica che la salute parte dalla salute del suolo e delle radici delle piante. Howard ci spiega anche il problema dell’erosione dei suoli prendendo spunto dai lavori virtuosi in Giappone e mostrando le soluzioni per le piene disastrose in Cina, nel secolo scorso. Il libro, ultimo suo lavoro, è una sorta di viaggio della sua vita, di tutte le specie coltivate che ha potuto conoscere, insieme alla prima moglie, anche essa botanica ed esperta dal 1902 di fotosintesi, passarono 25 anni in India, tra cotone, grano, te’, frutti tropicali e tanto altro. Lei morì a Genova nel viaggio di ritorno. Conosceva l’agricoltura in Africa (principalmente quella britannica) dove era anche stato. Ha occupato ruoli di responsabilità per quello che è stato l’Impero più grande dell’era moderna, ma sempre con occhio vigile verso il banditismo che molti praticavano sfruttando popoli e terreni, critico ad un certo approccio scientista ed al proliferare della chimica in agricoltura. Seppure con un interesse all’economia agraria si opponeva alla logica del profitto.
Quindi ha dichiarato guerra alla chimica che interferisce con i processi naturali
“Certo. Non si è mai fermato in questa sua convinta e motivata condanna. Ha continuato in tarda età, dall’Inghilterra, ad interagire con tutti i pionieri dell’agricoltura biologica: oltre all’India ed al Sud Africa, Malesia, Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti ecc.. Ci ha lasciato molti anni fa un’eredità che oggi crediamo sia il caso di riconsiderare nella sua pienezza.
Quindi un libro da leggere per imparare in pratica come interagire con la Natura senza farle del male o come dici tu a far parte della Natura. Ma veniamo al tuo libro, scusa di L.Cercatore. Sembra che tu voglia avvicinare il lettore con un approccio avventuroso. La cosa mi incuriosisce.
“Ecco, sì, in effetti cerco, da cui lo pseudonimo, dei punti di interesse per il lettore curioso di scoprire … come va a finire. Ha la vena del giallo.
Doppio Arbelo
Un ecologista Vincenzo viene coinvolto da un vecchio amico Sandro, un piccolo detective, nel tentare la soluzione di un omicidio di un giovane frate, si crea così una coppia di investigatori. I due sono molto diversi tra loro e tra Lazio ed Umbria dovranno sbrogliare un’intricata matassa, legata ad un gruppo di studiosi: filosofi, matematici, religiosi e altri alla ricerca della vera conoscenza, tra inquinamento, furti d’arte, imprenditori d’assalto, pezzi di storia passata e le solite incomprensioni umane.
Sì, Gianluca ha poi una morale?
“L’approccio ecologico non si riduce ad un’osservazione dell’ambiente, ma anche dei giochi della mente umana (cito Bateson da Verso un’ecologia della Mente). In un ritmo incalzante basato sui dialoghi tra i vari personaggi il protagonista principale Vincenzo, cercando di tenere tutto unito, ci porta dall’assassino.
Bene forse è meglio non anticipare troppo il finale. Diciamo che il libro va acquistato per l’intrigo, lo spirito ambientalista e per il piacere della lettura.
L’associazione CPPS ti ringrazia per il tuo impegno, il tuo estro e perché sei iscritto con noi. Salutiamo tutti i lettori.
Salvatore Pignalosa ha intervistato Gianluca Ciampi (L.Cercatore) scrittore